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Il JAZZ ROCK - I Sinonimi per eccellenza Brand X & Weather Report - (4° parte) - 2° - 3° - 4° > - Vedi anche Il Jazz >> 1° - 2° - 3° - 4° <<
Il disco è equilibrato, caldo, denso di colori, armonioso come il naif della copertina che richiama scenari tropicali da sogno ed il suo successo è costruito su brani come Black Market, Elegant People, Cannonball omaggio allo scomparso compagno di avventure di Zawinul, Gibiltair, Three Clown e non ultima Barbary Coast, tutta giocata su un efficace giro di basso di Pastorius e sulle steel drums di Acuna. Da bravi meteorologi Zawinul e compagni intuiscono che il tempo volge per loro al bello stabile e, senza farsi attendere piñ ¤¥l necessario dal vasto pubblico, approdato numeroso anche dalle sponde del rock, pubblicano Heavy Wheather.L'album è µna autentica over dose di energia creativa, potente, spigoloso, vario, intelligente, per alcuni critici eccessivamente "leccato" ed un tantino presuntuoso ma sicuramente tanto accattivante, esaltato come "tour de force di arrangiamenti e buffet pieno di cibi per le orecchie" dalle note del booklet della nuova rimasterizzazione su CD ed aggiungerei "tour de force per il vostro impianto HiFi" che, si spera, vi permetterà ¤i intuire in tutta la sua imponenza l'incessante lavoro svolto dai musicisti. Direi in quattro parole: immancabile nella vostra discoteca.
Zawinul è µna power station di suoni, Shorter è …..Shorter, Pastorius, e la sezione percussiva alla quale si è aggiunto Manolo Badrena, creano l'instancabile clockwork pulsante del gruppo. L'album che ancora oggi sembra immune alle mode ed alle insidie dei decenni che passano si apre con la famosa composizione di Zawinul intitolata Birdland, che ben presto si troverà in testa alle hit mondiali.A Birdland segue un emozionante susseguirsi di capolavori: si parte dalle delicate ed intime atmosfere di A Remake You Made o di Harlequin per arrivare a brani piñ ¡¤renalinici come Teen Town, dalla quale traspare tutta la genialità ¤i Pastorius, Rumba Mama, jam di percussioni tribali che introduce alla entusiasmante sequenza di Palladium, The Juggler, ed Havona, da ascoltare a volume sostenuto (ed i vicini ve ne saranno grati:-P). La formazione probabilmente all'apice della parabola, i concerti in tutto il mondo registrano il sold-out ma, al contempo, diventano sempre piñ ¦²equenti le voci di dissidi tra i due cervelli del gruppo dovuti a questioni di carattere finanziario. Con il nuovo lavoro intitolato Mr Gone (1978), occorre registrare l'ingresso di drummers di grosso calibro come Peter Erskine, Tony Williams e Steve Gadd.L'album appare piuttosto appannato, poco spontaneo e caratterizzato dalla crescente invadenza dei suoni sintetici ed inquietanti provenienti dalle tastiere e dai campionatori di Zawinul.
Comunque da segnalare brani come The Elders, Punk Jazz che si apre con un veloce assolo di Pastorius e continua con il tranquillo fraseggio del sax di Shorter, Pinocchio, vecchio standard di Shorter pregevolmente eseguito nel 1967 dalla tromba di Miles Davis per chiudere con lo sdolcinato And Then, da ricordare, piu che altro, per l'intervento di Morrice White, voce degli Earth Wind & Fire. Con la pubblicazione di un doppio album parzialmente live intitolato 8:30 i nostri tirano i primi bilanci. Le innovazioni sono minime ma traspare il fascino di una macchina ormai perfetta anche nelle esibizioni dal vivo.I Weather Report versione live sono un treno in corsa, un caterpillar al lavoro insomma energia allo stato puro e questo album lo testimonia, purtroppo, solo parzialmente. Con il solito sound estremamente curato ed i sapienti ed evocativi campionamenti di Zawinul, sono proposte delle interessanti riletture di precedenti capolavori come Black Market, Teen Town. In quest'ultima, come nella versione studio, troviamo il solito strepitoso Pastorius che si produce poi, in un brano successivo intitolato Slang, in una tiratissima improvvisazione densa di citazioni.
A Remake You Made è ³empre da ascoltare ad occhi chiusi ed in chiusura una splendida Badia/Bolgie Woogie Medley ci rimanda in studio con i brani inediti della quarta facciata tra i quali si distinguono Brown Street e Sightseein.Night Passage (1980) è il nuovo lavoro del gruppo, promosso anche in Italia con una serie di concerti, tra i quali quella per me sconvolgente esperienza (gli stupefacenti non c'entrano!!) che è ³tato il concerto del Palaeur di Roma. Con questo lavoro, certamente godibile, i Weather Report abbandonano le asfittiche e plasticose; sonorità ¤i Mr. Gone, per tornare in ambiti piu'prettamente jazzistici. Episodi rimarchevoli, accomunati tutti da uno Shorter che riacquista spazi a lui piñ £¯ngeniali, sono Dream Clock, Port of Entry veloce brano scritto dal saxfonista e trainato dal solito inarrestabile basso di Jaco Pastorius, Rockin' in Rhythm fresca reinterpretazione di un tema di Duke Ellington, Fast City guizzante e spigolosa, Three Views of a Secret e la esotica Madadascar.
La storia del Bollettino Meteorologico vive i capitoli finali, il marchio Weather Report si riconosce ormai in un genere, i due leader storici gestiscono, sull'abbrivio della notorietà ¡cquisita negli anni precedenti, una redditizia macchina da spettacolo, ma la verve creativa del gruppo è ¡rmai arrivata al capolinea. Intendiamoci, i lavori che verranno pubblicati sono sempre (tra alti e bassi) abbastanza gradevoli e curati, gli standard qualitativi sono di un certo pregio, ma è ³empre piñ ¤©fficile sottrarsi alla sensazione del "già ³entito" o restare sorpresi dalla genialità ¤elle invenzioni melodiche. La saga continua con Weather Report (1982), lavoro con il quale l'organico del gruppo sembra essersi assestato con Peter Erskine alla batteria e Robert Thomas alle percussioni. Rimarchevoli la breve suite in tre parti intitolata N.Y.C., l'immancabile brano di influsso etnico intitolato Dara Factor One, le piacevoli melodie di When It Was Now, e Speechless.
Nel 1983, con la pubblicazione di Procession, occorre segnalare l'uscita dal gruppo di Jaco Pastorius, che eccettuate alcune collaborazioni, si emarginerà in una anonima carriera solistica e, cosa ancora piñ ´²iste, troverà ¢en presto una prematura, tragica fine. Anche Peter Erskine e Robert Thomas non saranno piñ ¤¥lla partita e verranno sostituiti rispettivamente da Victor Bailey, Omar Hakim e Jose Rossy. Episodi rilevanti del disco sono Procession caratterizzato da un tipico crescendo "reportiano",Plaza Real con il refrain eseguito da Rossy alla concertina, Where the Moon Goes con la partecipazione dei celebri Manhattan Transfer ed infine Molasses Run nella quale il basso di Victor Bailey riesce ad attenuare la nostalgia per la dipartita di Pastorius. Il nuovo album intitolato Domino Theory (1984) si apre con Can It Be Done, una canzoncina cantata da Carl Anderson, che poi diventerà il vocalist di fiducia di Zawinul, seguita da The Peasant che è ³olo l'ombra dei brani di intonazione simile come Badia o Jungle Book.
Il disco scivola senza episodi degni di nota fino al brano di chiusura (Domino Theory) che anticipa qualche futuro lavoro della produzione solista del tastierista austriaco, con una world music piuttosto "liofilizzata" perché °rodotta (forse per un eccessivo senso di "onnipotenza"). solo con strumenti elettronici. Nel 1985 è a volta di Sportin' Life, che con Minu Cinelu al basso e Bobby McFerrin al fianco di Morice Withe e Carl Anderson, continua il cambio di rotta verso i redditizi lidi di una musica piu'disimpegnata. Con episodi come Indiscretion, Hot Cargo, Confians, viene snocciolata una fusion facile-facile, non sgradevole, ben costruita ma, che alla lunga, specie per i fan storici del gruppo, risulta stucchevole. Il nuovo capitolo discografico della storia dei Weather Report è ”his is This e la partecipazione di un Carlos Santana, in pieno coma artistico, suona da epitaffio per i Capiscuola del Jazz Rock eredi del Grande Maestro Miles Davis.( Jaco Pastorius Story; 1951 - 1987 ) PROSSIMAMENTE : Stanley Clarke, Bootsy Collins, Steve Baily, Percy Jones , Victor Wooten, Jack Bruce, Verdine Withe, F. Rocco Prestia, John Patitucci, Jeff Berlin, Marcus Miller, Steve Clarke, Chuk Raney, Bernard Edwards, Jerry Gemmot. CONTINUA... 1 < 2 - 3 - 4 > - Vedi anche Il Jazz >> 1° - 2° - 3° - 4° <<
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