Jazz Rock

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JAZZ ROCK - APPROFONDIMENTI STORICI - (1° parte) - - - - > - << vedi anche Il Jazz Rock Inglese: >> La scuola di Canterbury <<

Il Jazzrock e la sua origine: Il Jazz Rock in virtu' della sua complessita' dal punto di vista Armonico/compositivo, dalla grandissima preparazione tecnica necessaria per garantire il massimo d'espressione nell' improvvisazione, si differenzia in primo luogo dal Funk e dall Jazz per una serie di fattori; uno di tali elementi è la precisione esecutiva, l'unisono di vari strumenti spesso portato su temi strettissimi e ben definiti e il cosiddetto "modale sensato" ( altra definizione "artistica" che stava a significare la possibilita' di sconfinare dai parametri canonici dell'accademia, senza per questo sconfinare nell'astratto Es: free jazz; Note: ( non tutti sanno che furono pochissimi, i Veri musicisti di free jazz che seppero aggiungere nuovi spunti di merito partendo da questo stile).

Dunque Il jazz rock ha una natura completamente diversa dai precedenti stili nascenti dalla black music: Jazz, Funk o Blues . Il Jazz Rock è uno stile senza regole precise, volendo si potrebbe, con leggerezza, liquidarlo semplicemente evidenziando un uso sempre più frequente di strumenti elettrici ed il riferimento continuo con gli stili etnici, ma la realtà è profondamente diversa. ( JOHN COLTRANE SOSTENEVA DIRE CHE TUTTO CIO CHE NON fosse swing non poteva essere definito propriamente Jazz! al dila' di questo giro di parole, COLTRANE FU UNO DEI PRIMI AD ACCORGERSI CHE IL JAZZ AVEVA ORMAI BISOGNO DI RINNOVARSI, DI RICERCARE QUALCOSA DI NUOVO, di aprirsi a nuovi spazi, non a caso nelle sue performance Coltrane si attorniava spesso di musicisti del calibro di Maceo Parker (Parliament), che di li a poco divennero delle vere e proprie Star del Funk D'Avanguardia.


Il Jazz Rock non trova allora le sue origini nemmeno nel jazz dei negri (bop e free) o dei bianchi (west coast e cool), e dunque nemmeno nel Funk ( hard o Progr.ecc..) e di questo ne abbiamo la riprova sapendo che esiste un'altro straordinario genere strettamente inparentato e che ha vissuto la sua grande era; "il FunkJazz". Va detto che nel periodo trascorso tra il '70 e l '84 grazia alla rivoluzione culturale,i mezzi di comunicazione divennero così efficaci da far sì che un evento ( non commerciale ) poteva essere presentato a milioni di persone in tutto il mondo.Il 3° album dei Led Zeppelin,uscì in contemporanea in tutto il mondo senza copertina perché non erano riusciti a predisporla in tempo. Gli eventi musicali si moltiplicano e diventano dei veri e propri raduni seguiti da migliaia di giovani provenienti da ogni dove, sia in America (Woodstock) sia in Europa (White) Si moltiplicano le occasioni perché musicisti d'estrazione musicale differente possano incontrarsi. La voglia è quella di conoscere e conoscersi. Contaminazione potrebbe essere la parola chiave ma anche curiosità, quella voglia di cimentarsi sempre verso e con altre culture musicali. Così in Europa musicisti di rock presero decisamente a sperimentare la via del jazz; allo stesso modo musicisti jazz sperimentarono strumenti, tempi e modi tipici del rock progressivo ( l'underground di Canterbury ) Entrambi saranno affascinati dalle raghe indiane, dai ritmi sudamericani e africani e sarà Funkyfusion.
In America sarà, ancora una volta come ai tempi del cooljazz, M.Davis ad indicare la nuova strada con "In a Silent Way" del '68 in compagnia di W.Shorter, H.Hancock, T.Williams ed in seguito C.Corea. A questi si uniranno B.Cobham Band, J.McLaughin e la sua, Ocean Band, G.Evans, J.Zawinul e i gruppi Weather Report, Brand X di Percy Jones, Phil Collins Robin Lumley e john Goodshall, gli U.K. di Bill Brufford Jeff Berlin e Alan Holdsworth, I Gong, Jean-Luc Ponty nelle sue diverse partecipazioni, La Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin's, Soft Machines e Matching Mole di Robert Wyatt , VSOP di Herbie Hancock e la George Duke Band, i Prime Time di Ornette Coleman, cui si affiancano i gruppi di origine progeressive rock come i, King Crimson, National Health, Colosseum, Camel, Kansas, Caravan, Curved Air ecc. Va ricordato sicuramente anche il batterista giapponese Stomu Yamash'ta tra i suoi vari progetti nati intorno alla metà degli anni '70, vanta un deciso accostamento al jazz-rock con la formazione degli Eastwind di cui faranno parte i canterburiani Hugh Hopper al basso e Gary Boyle alla chitarra. Successivamente sarà artefice di un supergruppo i Go, che anovereranno in formazione Klaus Shulze, Steve Winwood, Al Di Meola, Michael Shrieve nonchè lo stesso Yamash'ta, autori di uno particolare jazz-rock contaminato dall'elettronica e da melodie orientali.Ovviamente l'elenco dovrebbe essere più lungo anche perché moltissimi jazzman, giustamente provenienti dal bop e dal free, ( la ricerca del suono/rumore è già del free), approdano alla nuova affascinante esperienza. Tastiere elettriche, moog e suoni sintetizzati chitarra bassa in primo piano ( Note: proprio in quel periodo il bassoelettrico grazie a Jaco Pastoriuse a Percy Jones inizio' la sua vera evoluzione sino ad aquisire il ruolo solistico e che oggi riconosciamo superiore alla vecchia, ma oramai stanca compagna chitarra ( N.D.R: vedi alcune performance di Victor Wooten, Bill Dickens ecc). In ogni caso la vera trasformazione in merito a questi strumenti iniziò con C.Christian, egli usava una chitarra elettrica già nel "jazz tradizionale", altrimenti non la si sentiva), fiati elettrici e chitarra bassa in luogo del contrabbasso, percussioni di ogni tipo e strumenti etnici, (non solo batteria). Evidentemente il suono nel jazzrock cambia ulteriormente e radicalmente, ma pensare che basti questo per farne una grande musica è riduttivo: ciò che conta è il modo espressivo nell'uso di una risorsa sonora. Così è impossibile trovare schemi all'interno di questa apparente confusione dove ogni suono, ogni esempio, non importa la provevienza, è buono; quello che emerge in modo assoluto è l'artista: l'esperienza, intesa come storia musicale, la sua sensibilità fanno si che ciascuno sia, nel Jazz Rock di tutti, unico.
l'underground - La scuola di Canterbury. Canterbury e` una cittadina del Kent a un centinaio di chilometri da Londra, molto provinciale e conservatrice, ostile o indifferente alle novita'. In questo brandello d'Inghilterra e` sorto il movimento piu` originale del pop inglese. Se ne e` voluta fare una scuola, una corrente a se stante nel panorama dei generi. Oltre all'amicizia e alla solidarieta` che hanno tenuti vicini i protagonisti piccoli e grandi della storia di Canterbury, cio` che ha definito l'immagine, l'identita` stilistica, di questa popolazione emarginata e` stata la "diversita'". Hanno preso spunti dal jazz d'avanguardia, dall'elettronica minimale, dal folklore, e in parte anche dalla musica totale propugnata da Zappa, e tutto han saputo ruminare con forsennato genio per cesellare atmosfere personalissime, che non si riesce a catalogare fuor dalla filosofia del singolo artista.La diversita` che contraddistingue questa stirpe di eroi musicali non e` altro in effetti che la confessione del proprio io: folle cosmico capriccioso quello di Daevid Allen, malinconico delirante perdutamente innamorato quello di Robert Wyatt, svagato e iconoclasta Kevin Ayers, estroverso stralunato stracolmo di gioia di vivere, e cosi` via. Prolungamento ed apice dell'underground inglese, il purgatorio di Canterbury ha insegnato come la salvezza riposi nella fantasia. La scuola di Canterbury segna anche il momento in cui il rock inglese riesce a liberarsi dal retaggio, ormai ingombrante, del folk e del blues, condizionamenti introdotti dal beat per risvegliare una scena fiacca e anemica ma che a lungo andare rischiavano di trasformarsi in vere palle al piede, e si avvicina invece alle dottrine piu` colte del jazz e della contemporanea. Nello spirito, se non nella lettera, Canterbury e` certamente piu` vicina alla Parigi post-Dada, ai circoli intellettuali che accomunano i poeti beat e i compositori minimalisti, che non al rock progressivo e artistico della madrepatria. Proprio il fatto di essere un'appendice britannica alla neo-Boheme parigina li ha sempre tenuti al margine dei movimenti musicali del rock.
L'inizio del declino: il destino comune dei musicisti di Canterbury, Ignorati dalle masse e dimenticati dai discografici: non per nulla ognuno di essi si e` creato un proprio mondo, spesso identificato da una serie di simboli: le banane di Ayers, gli alieni di Allen, le talpe di Wyatt, i pesci di Steve Hillage, eccetera. Sicche' piu` che di purgatorio si potrebbe parlare di zoo esistenziale, immagine tra l'altro piu` vicina sia all'umorismo sia all'anti-epicita' che caratterizzano gran parte della produzione della scuola. L'albero principale di Canterbury ha dato origine negli anni '70 a una serie di filiazioni a catena. Ayers e Allen sono stati i piu` prolifici di discepoli. Ayers ha allevato David Bedford e Mike Oldfield. Nei Gong di Allen hanno militato il percussionista Pierre Moerlen (il leader dei secondi Gong, quelli disco-rock di Expresso, 1977), il Tim Blake delle suite elettro-meccaniche, la cantante Gilli Smyth e Steve Hillage. Hillage, veterano di Uriel, Egg, Spirogyra, Khan, Ottawa Company, e` il piu` originale, titolare di un "fish-rock" che e` sostanzialmente una continuazione in chiave tardo-psichedelica delle idee di Allen con in piu` il sintetizzatore di Miquette Giraudy (Lunar Musick Suite,1976, e la 1988 Aktivator, 1975). Tutti piu` o meno fedeli agli ideali eccentrici e anti-conformisti dei padri fondatori dell'"accademia di canterbury", questi discepoli hanno contribuito a propagare quello spirito iconoclasta. CONTINUA... - - - - > - Vedi anche Il Jazz >> - - - <<
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