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Fusion - La Musica Fusion - Storia, analisi e riflessioni sul genere 1° parte - << vedi anche Il Jazz Rock - - - - - >>

I veri padri fondatori furono sicuramente gli Herth Wind & Fire sul finire degli anni 60, ma il vero boom cominciò solamente negli anni 80.
I Primordi: Heart Wind & Fire, Harbie Man, Laurdray, Brecker Brothers, Mandrill, Sun, George Duke, Eumir Deodato, Donald Byrd, Willie Bobo, Quinci jones, David Benoit, Herbie Hancock, El Coco e in forma minore potrei citare anche gli Incognito anche se diversi anni dopo..( ricordate l'omonimo JazzFunk del 81..seza dubbio il migliore album della discografia degli Incognito)...Si.. direte voi; Qui si sta' parlando di puro JazzFunk d'origine! Ma se osserviamo bene da vicino artisti come Yallo jakets, David Grousing, Spiro Gyra, Lee Ritenour e similari, ci accorgiamo dell'evidente continuita' artistico/ispirativa e ne riconosiamo perfettamente le origini, in modo esemplificativo basti pensare ad alcuni album degli: Herth Wind & Fire dove è evidente la fusione tra jazz, rock, funky, soul, musica afrocubana, pop e in alcuni casi anche musica elettronica.

La differeza sostanziale tra i primi citati e i secondi, cerchero' di descriverla in questo articolo.
La distinzione della musica in generi e' tanto fuorviante e riduttiva quanto concettualmente comoda e commercialmente efficiente. Credo che nessuno dotato di papille gustative correttamente connesse e funzionanti si sognerebbe di dire che tutti i vini sono uguali, però forse tutti troviamo comodo sapere che in un grande magazzino di alimentari ci sia un reparto dedicato alle bibite, nel quale c' e anche il settore bibite alcoliche, nel quale c'è il settore dei vini, che a sua volta può dividersi nei settori bianchi e rossi.
Il preambolo sta a giustificare la necessità di scrivere un articolo dedicato ad un particolare genere musicale, non specificatamente rientrante nella summa divisio fra musica classica e musica leggera.
Si parla, tanto per venire al dunque, della c.d. Fusion, termine assai generico ed abusato, e che indica piu' propriamente una forma di musica direttamente discendente dal Jazz, tipicamente: strumentale orecchiabile elettrica La Fusion nasce come moderna costola commerciale del JazzRock, per tentare di dargli una veste piu facile, meno impegnativa, piu im­mediata.

La Musica Fusion (questo pessimo derivato del JazzRock) ha attratto in ogni caso moltissimi alti rappresentanti del Funk e del Jazz, non tanto fra gli strumentisti, ma soprattutto fra le voci, spesso permettendo anche di scoprirne alcune molto ben dotate. la Fusion accentua molto l'importanza dell'arrangiamento del brano musicale: l'impeccabile realizzazione tecnica a livello di produzione, riscontrabile nelle incisioni di Fusion da' piu' ampio rilievo all'arrangiamento del "pezzo", che, spesso, assume una rilevanza pari a quella della melodia e, comunque, influenza moltissimo la riuscita dell'intero brano; com' e' avvio attendersi da un tipo di musica orecchiabile. Tipicamente, nelle recensioni musicali, questi arrangiamenti vengono definiti eleganti, proprio a rimarcare la loro accuratezza. Esempio tipico e' l'etichetta GRP, acronimo di Grusin Rosen Production. Grusin Grusin, accorsato autore di numerose colonne sonore di film di successo (uno dei suoi album si intitola, appunto, "Cinemagic"), nonche' alente tastierista. Rosen Œarry Rosen, abile sound engineer (mi pare di ricordare provenisse dalla Sheffield o dalla Telarc). Hanno iniziato con la produzione di qualche LP di Grusin, per poi estendere la scuderia ad altri artisti. Inizialmente le produzioni erano pesantemente influenzate dalla mano del produttore (Grusin), mentre, in seguito, agli artisti ha dato maggiore spazio, man mano che la loro popolarità personale cresceva.

MUSICA FUSION: DEFINIZIONE.

Fusion è la definizione di uno stile musicale coniato nel corso degli anni ottanta per indicare le numerose forme di contaminazione musicale tra generi diversi. Purtroppo viene utilizzato dai neofiti anche per indicare le musiche che nel decennio precedente venivano classificate come jazz-rock.

Questo stile coniuga stilemi tipici del jazzrock ad una strumentazione tipicamente pop/discomusic dove gli strumenti elettrici, le tastiere e la strumentazione elettronica in generale hanno un ruolo predominante nel determinare il suono. La contaminazione avviene anche a livello stilistico, sia nell'accompagnamento, dove linee tipicamente funk tendono a sostituirsi ai più tradizionali accompagnamenti da ballata melodica, sia, più in generale, nella struttura del pezzo. Più generalmente, fusion" è termine che in musica identifica una commistione tra più generi musicali differenti, spesso distanti tra loro.

Molti critici (e molto inesperti N.D.R), ritiengono che le prime incisioni fusion siano Hot Rats di Frank Zappa (1969) ed il doppio album tra l'altro di puro jazz-rock, Bitches Brew di Miles Davis (1970). non tenedo conto sicuramente per incompetenza che il jazz Rock è da considerarsi il vero genere universale e sicuramente più creativo in assoluto che la musica ci abbia potuto dare, citerò semplicemente alcuni termini che i più esperti sapranno cogliere senza bisogno di dilungarmi ES: Influenze con musiche etniche a livello totale, in prevalenza con uso di scale tipiche/atipiche di natura orientale (caratteristica fondamentale del jazzrock), Avanguardia in senso universale e sperimentazione, l'espressione e l'interpretazione tipica del freejazz (in alcuni contesti), Il tecnicismo estremo ma non fine a se stesso. Spesso questo insieme di cose produceva quella senzazione magica, a mio avviso irripetibile per i nostri tempi che alcuni definirono in senso astratto ( l'atmosfera)! Sul piano produttivo il jazz rock veniva prodotto alla stessa stregua delle grandi opere sinfoniche del periodo romantico com trilogie le famose tanto rimpiante suite che anno espresso i migliori capolavori di questo genere musicale. Agenzia management booking

Tra i protagonisti, saranno essenzialmente due i gruppi più rappresentativi di questo genere, il primo americano e l'altro inglese, ed entrambi di pura estrazione JAZZ/ROCK, Saranno i Weather Report di Jaco Pastorius e del tasterista austriaco Joe Zawinul, band fondata in Australia nel 1969, e I Brad X, fondati da phil Collins, ma con la presenza del bassista Percy Jones, altro genio del Freetles (secondo solo a jaco Pastorius) e johnGoodshal alla chitarra.

Purtroppo negli anni successivi furono molte le formazioni JazzRock, che si cimentarono nel nuovo genere, sia capeggiate da nomi famosi come gli Headhunters di Herbie Hancock, I Brand X e gli U.K di Alan Oldzword i Tribal Tech di Scott Henderson e Gary Willis, Chick Corea (con i Return to Forever e la Elektric Band), John McLaughlin e la sua Mahavishnu Orchestra, Chuck Mangione, sia completamente nuove ma anche molto meno creative come come gli Yellowjackets, gli Spyro Gyra, gli Uzeb, e poi altri musicisti che tra collaborazioni e esperienze da leader hanno reso popolare una branca importante della musica jazz e JazzRock tra i quali vanno senz'altro ricordati Stanly Clark, Pat Metheny, Mike Stern, John Scofield, Marcus Miller.

ETICHETTE: Ora la GRP e' passata in mano alla MCA, e Grusin e Rosen, da tempo non se ne occupano piu' di persona. Tuttavia, la scuderia ha lasciato i suoi segni, perche' molti artisti passati per la GRP si sono poi autonomizzati, spesso creando la propria casa di produzione, e spesso inserendo i nomi dei vecchi amici come guest star delle proprie produzioni autonome.La GRP e' sempre stata famosissima anche per l'elevatissimo standard tecnico delle sue registrazioni e (all'epoca...) delle sue stampe viniliche, che spesso erano e, a volte, sono ancora citate dai vari recensori audio come elementi di paragone.Dal catalogo della GRP, a mio avviso, andrebbero ascoltate le opere prime dei vari artisti, per decidere se perseverare con le prove successive: queste generalmente mantengono lo stampo delle precedenti, spesso aggiustando la mira rispetto ai loro aspetti meno centrati.Va proprio fatto qualche nome? O.K., giusto per assaggiare: se piace, fatevene dare un'altra porzione.... Tastiere: "Mountain Dance" di Dave Grusin e "Freedom at Midnight" di David Benoit (quest'ultimo contiene anche dei divertenti interventi sinfonici che, a mio modestissimo parere, sono molto bene amalgamati all'interno dei vari brani). Chitarre: Lee Ritenour (molti: magari "Color Rit") e, acquisto successivo alla fusione con MCA, Larry Carlton ("Kid Gloves", ma anche il "Strikes Twice"). Fiati: Tom Scott e Dave Valentine (entrambi presenti con vari album: il secondo ha uno spirito tineggiante e ha portato a suoni metropolitani).

La voce piu' rappresentativa dell'etichetta e' senz'altro quella di Diane Schuur (c'e'µn'interessante e ben farcita "Collection", nonche' µn bellissimo disco con la Count Basie Orchestra), e va anche segnalata la riscoperta di Patti Austin con "Love is gonna get you", ed anche un "Live", con dei divertenti spezzoni comici tipici dei suoi show, ben comprensibili da chi mastica l'Inglese). I gruppi che incidono su questa etichetta che io consiglio di prendere in esame sono gli special EFX, i Rippingtons (c'e a nche un interessante "Live", nonche' µn album cointestato fra il leader, Russ Freeman, e David Benoit, intitolato, appunto, "The Benoit/Freeman Project"), gli Acoustic Alchemy ("Back on the case", album imperniato sul suono di due chitarre acustiche) e, anche questi provenienti dalla scuderia MCA, gli Spyro Gyra (di cui, pero'; ritengo sia meglio ascoltare i moltissimi lavori precedenti, appunto su etichetta MCA, e che ora circolano anche in versione Special Price). Discorso a parte va fatto per gli album-evento, o concept: pregevole e' senz'altro il doppio dal vivo con una formazione che vedeva le figure di punta della casa discografica "on tour", nonche' gli album dedicati a Duke Ellington, a George e Ira Gershwin, e, finanche, ai quattro ragazzi di Liverpool.

Altre etichette da considerare sono la ECM, la DMP (in special modo con le prove della Thom Rotella Band), ma anche la Go Jazz (che propone le incisioni di Ben Sidran e di Georgie Fame). Per quanto attiene ai singoli artisti, il "divertimento" sta anche nello scoprirli man mano che si procede. Se questo tipo di musica piace, allora ci si puo' fare ricordare col proprio pusher di fiducia, se si ha l'accortezza di non scegliere un impersonale meganegozio, dotato di commessi tanto efficienti quanto disinformati, dove difficilmente si potra' rocedere ad ascolti selezionatori. Cosa che, viceversa, caratterizza tipicamente il punto vendita piccolo, magari gestito in prima persona dal proprietario, che, quindi, sa bene tutto ciò rimarra' negli scaffali.... Guardare al nome del produttore e' utile: ci si rende conto che anche il nome di Jeffrey Weber e' µna buona garanzia (almeno) di omogeneita' del prodotto: cosi facendo ho scoperto un bel disco della Sheffield (si ;quella del "drum test record" totemizzato in ambito Hi-Fi), "The usual suspects", un supergruppo di artisti molto famosi e molto dotati, inciso tutto secondo la tecnica di casa: direttamente su due tracce, per mantenere la tensione e lo spirito del live.
Accanto alla WEA, anche altre majors produssero Fusion.

La (ex) Sony/Columbia ci da prove del pianista Michel Camilo ("One moreonce", per citarne uno...) e del chitarrista Tommy Emmanuel ("Can't get enough"); la Arista pubblica le opere del (troppo) bistrattato Kenny G ("Duotones", ma anche il "Live" sono dei buoni dischi, con brani divenuti anche abbastanza noti, come, ad es. "Silhouette", e con interessanti esibizioni strumentali).
Poi, se si vuole aprire la caccia all'artista, si possono considerare gli album dei chitarristi Ed Hamilton, su Telarc, e Norman Brown,su MoJazz; o dei tastieristi Jeff Lorber, su Verve Forecast, e Gregg Karukas (ex componente dei Rippingtons) su etichetta i.e. (nuova etichetta di Lee Ritenour: come si vede, i nomi girano). Vorrei, infine, segnalare il gruppo degli Shakatak, che un bel po' di tempo fa si fece notare con l'album "Night Birds" (Polygram), ed ebbe in seguito un notevole riscontro commerciale, anche in ambito pop, rilasciando molti singoli di notevole successo nei clubs (se dico discoteche qualcuno storce il naso, lo so...) famoso fu "Day by day", che vedeva alle voci oltre la vocalist del gruppo, Jill Saward, Diva Gray (Chic) .

La Fusion e' un genere spesso assai disprezzato dai puristi, proprio perché ´roppo facile, troppo disimpegnata, troppo commerciale, per dirla in una parola (musica di plastica, musica da ascensore, ecc).
Ovviamente, queste critiche non sono del tutto infondate, in quanto proprio la tendenza pop di questo tipo di musica ha favorito un eccessivo proliferare di produzioni che, come spesso accade, ha trascinato in basso la qualità nel del prodotto globale (e, in effetti, spesso la si puo' ascoltare negli ascensori, nei supermercati, ecc.). Il fenomeno e' stato, altresì circuito dalla circostanza che, spesso, le produzioni di Fusion si avvalgono di elementi tecnici di prim'ordine, finendo così ;per confezionare il tipico bellissimo pacco vuoto. Fusion: se la (ri) conosci la eviti ... ma non sai che ti perdiAbbiamo prima identificato i tre tratti caratteristici della Fusion. La Fusion è un tipo di musica, come detto, essenzialmente strumentale.
Anche il JazzFunk, da cui essa discende, è tipicamente strumentale . La differenza sta nel modo in cui viene trattata la voce. Il JazzFunk, pur prevedendo un ruolo molto importante per la voce, la considera, appunto, come un ulteriore strumento, la Fusion, invece, per assecondare la sua natura commerciale, tendente al pop, si disinteressa, diciamo cosi', della prestazione vocale in se', mirando, invece, ad avere una parte cantata, ad un uso pop della voce. Ma, in quanto, appunto, tendenzialmente strumentale, spesso sostituisce la parte vocale con interventi strumentali solisti "a dire il vero alquanto scialbi e sdolcinati"(tipicamente, il sax tenore ). Questa caratteristica, dunque, la rende invisa un po' a tutti: ai puristi, perche ; appunto, facilona; al pubblico piu cmmerciale perche ;appunto, manca la parte cantata tradizionalmente affidata alla voce.

La sua tendenza pop rende la Fusion una musica tipicamente orecchiabile. Spesso e volentieri nei brani di Fusion si riesce molto facilmente a distinguere una linea melodica elementare o, appunto, comunque facilmente identificabile, spesso proprio grazie alla sua sottolineatura fornita con gli assoli sostitutivi della voce. Inutile rimarcare come anche questa caratteristica contribuisce a rendere la Fusion invisa ai puristi.
A corollario delle suindicate caratteristiche sta la circostanza che, il piu delle volte, la Fusion è una ­musica elettrica, cioe suonata ;con strumenti elettrici (oggi, principalmente elettronici) e amplificati, non acustici. In ciò sta un'ulteriore caratteristica sgradita ai puristi, che legano a tale aspetto anche la critica secondo la quale la vena tecnologica mortificherebbe quella artistica (musica di plastica, si diceva prima).
Ma allora a che serve parlare di questa musica?
Beh, perche ;secondo me, non e per niente affatto da buttare!
Credo che i rilevi dei puristi spesso siano eccessivi. Sicuramente non si tratta di una musica che ti prende l'anima o che ti spinge alla commozione, ma non provoca nemmeno orticarie o conati di vomito; anzi, spesso si giova di esecuzioni notevo li, al limite del virtuosismo, ed anche la vena compositiva non e' sgradevole, anche se difficilmente si arriva all'olimpo della poesia pura. Alla Fusion si sono rivolti moltissimi artisti noti ed apprezzati in ambito puristico: artisti che hanno anche trovato quel riscontro commerciale che ha permesso loro di dedicarsi ad entrambi i lati dell'attivita' ; musicale, invece di chiudersi in un triste anonimato, col rischio di diventar famosi solo con l'ultimo CD e con le critiche del recensore di turno che si lamenta di come le majors tarpino le ali ai veri talenti ecc. ecc.
Alla Fusion, inoltre, fa capo anche un genere di musica assai popolare un po' di tempo fa, che va sotto la etichetta di Jazz-rock e che, sicuramente, meglio di altri generi, illustra quella voglia degli artisti che praticano questo tipo di musica di esplorare ed espandersi , di raggiungere elementi innovativi non ancora esplorati. (Ma di questo sraordinario genere ne parleremo piu' avanti,visto che io, da musicista e studioso avro' molto da esplicare a tale riguardo.) Elementi che hanno finito per determinare uno dei due figli legittimi della Fusion: la recente scoperta della musica etnica (l'altro e' la New Age, alla quale, secondo me, andrebbe dedicato un approfondimento piu' particolare). CONTINUA - JAZZ ROCK (1° parte) - - - - > - << vedi anche Il Jazz Rock Inglese: La scuola di Canterbury >>


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